Amal nasce per condividere la mia esperienza di incontro con un'altra cultura: la racconto dal mio personale e -per forza di cose- parziale punto di vista, senza alcuna pretesa, se non quella di narrare le impressioni del mio contatto con l'Altro. Aprendomi al nuovo ho lasciato ibridare le mie convinzioni, ricevendo in cambio nuovi occhi e una nuova luce per guardarmi intorno senza il pericoloso paraocchi dell'etnocentrismo.

30 novembre 2005

Perché l'arabo?

Tutto inizia una sera di luglio 2004, quando dopo 5 ore di treno torno a Perugia per gli esami, primo anno di università. Apro la porta. C'era qualcuno in casa! Ladri? No...la nuova coinquilina, piccolissimo particolare che il padrone di casa ha dimenticato di fornirmi! Quindi non ero più sola in casa...
Parlando salta fuori che è libica. Si offre di preparare la cena, glielo concedo per stanchezza e curiosità, mi piacciono le cose nuove, soprattutto se inaspettate. Mi ritrovo nel piatto una cupola di riso in bianco, il condimento, un sugo di verdure, era a parte, in un altro piatto. Buono.
Nei giorni seguenti ho assaggiato il couscous e letto la traduzione delle sue poesie, non eravamo poi così diverse. E poi il patto: ti aiuto con il corso di italiano se tu mi insegni l'arabo.
L'arabo non si è rivelato poi così arabo come per me la matematica: in quanto lingua serve per parlare. Difficile, sì, ma pur sempre una lingua. A settembre ho conosciuto un suo amico egiziano che ora è il mio fidanzato e con il quale da poco divido la casa o, se preferite uso l'etichetta con cui certa gente ama appiccicarsi in bocca lo scandalo: con-vi-via-mo. A Natale sono andata in Egitto con lui, ad Alessandria, al matrimonio dell'ultima sua sorella nubile. Io che pensavo che l'Egitto fosse solo Sharm El Sheikh e gli egiziani quelli che hanno costruito le Piramidi, mi sono ritrovata in un ambiente che, così in poche parole non ho voglia di descrivere: lo stupore che mi dominava spero verrà a delinearsi nel corso dei successivi post. Perché tutto questo smarrimento? Perché è solo a contatto con una realtà così totalmente diversa che ho capito tante cose di me.

29 novembre 2005

Salve a tutti!
Amal è una parola araba che significa speranza: indica la mia speranza di condividere con chi sarà interessato quest'esperienza, per me nuova, del blog. Ho molto da imparare, per questo sono estremamente graditi i commenti: con il generoso aiuto dei più esperti spero di costruire un blog piacevole e interessante e chissà...magari anche utile!
Poiché i blog non sono più una novità-anzi, spuntano come funghi!-mi rendo conto che tentare di rendere un blog originale è un'impresa pressoché impossibile...
Proverò a fare del mio meglio per rendere questo fungo almeno commestibile.
La scelta della parola dunque non è casuale e non lo è neanche la scelta della lingua, ma questo è l'argomento del prossimo post.
Sahra saida(buona serata)!