Come scrivere e leggere gli articoli sul Ramadan
Per scrivere un articolo sul Ramadan basta seguire queste semplici regole:
- averne una conoscenza sommaria e approssimativa e non preoccuparsene minimamente (della serie: digiunano. Come quando e perché non sono affari miei).
- scegliere come location una città araba vista in tanti film sulle crociate, inserendo qua e là nomi e toponimi arabeggianti, tanto vattelappesca se esiste una persona o una strada che si chiama davvero così. Sorvolare, poi, sul lessico del Ramadan, ci si accontenterà di parole imprecise.
- mettere all’opera un paio di stereotipi diffusi e radicati: 1) se uno digiuna significa che c’ha ‘na fame nera e quindi di giorno si strappa i capelli, ma quando la sera si siede a tavola, la trova imbandita come a Natale 2)se uno non mangia è intontito, non faranno che dormire, ‘sti musulmani al tempo del Ramadan… 3) se durante il Ramadan si digiuna, non può essere un periodo di festa (quindi appendono le illuminazioni solo a causa del consumismo che sta contagiando anche le ricorrenze che non riguardano la cultura Occidentale, per quale altro motivo, se no?).
- Buttatevi su tematiche valide grosso modo ovunque (consumismo, globalizzazione, e simili)
Ci siamo, signori. L'articoletto sul Ramadan è servito, caldo caldo.
Ponetevi ora dalla parte dei lettori svolgendo i seguenti esercizi dopo aver visionato l’articolo:
Esercizio n.1 (principianti)
Pensate alle vostre città nei periodi di festa, cercando di visualizzarle mentalmente.
Ora rispondete alla seguente domanda: sono listate a lutto?
Esercizio n.2 (esperti)
Chiedetevi come sia possibile pensare che una persona a digiuno da 10 ore abbondanti riesca a spazzolarsi una tavola imbandita per 30 sere consecutive e soddisfate il lampo di genio dei vostri neuroni chiedendo a un musulmano cosa –e quanto- è opportuno e sufficiente mangiare in questo periodo.
Esercizio n.3 (scienziati)
Concedetevi una piccola vacanza in una città del mondo islamico, arabo o non, nel periodo di Ramadan o nei giorni che lo precedono. Passeggiate nei suq, parlate con la gente, guardate cosa compra e in quale quantità. Cercate di collezionare dati attendibili sulla partecipazione effettiva della gente al digiuno. Ripetete l’esperimento in un’altra città a maggioranza islamica, per essere sicuri che il vostro metodo sia scientifico. Pensate ora al periodo natalizio, ai posti in cui si va a far compere, a cosa e quanto si compra, alla percentuale effettiva di gente coinvolta nei riti religiosi. A questo punto dovreste aver raccolto dati sufficienti per redigere un breve trattato sul consumismo. Dato il livello di difficoltà, nel vostro trattato dovrete includere i risultati della prova pratica: preparare il cenone natalizio usando solo carne d’agnello, riso, zucchine, tamarindo e frittelle.



