Amal nasce per condividere la mia esperienza di incontro con un'altra cultura: la racconto dal mio personale e -per forza di cose- parziale punto di vista, senza alcuna pretesa, se non quella di narrare le impressioni del mio contatto con l'Altro. Aprendomi al nuovo ho lasciato ibridare le mie convinzioni, ricevendo in cambio nuovi occhi e una nuova luce per guardarmi intorno senza il pericoloso paraocchi dell'etnocentrismo.

14 marzo 2009

Un invito a riflettere

La citazione che segue è il proseguimento ideale e inaspettato -ma graditissimo- del post sul niqab. Ringrazio Khadi per il brivido che queste parole mi hanno procurato e per aver linkato il mio post (spero che l'abbia ritenuto almeno passabile). Dedico idealmente quanto segue a tutte quelle persone che credono che anche solo un hijab sia una privazione della femminilità di una donna.
[...]Dentro di me, nel profondo, ho sempre continuato ad essere “un niqab”. Che è una cosa che può sembrare abominevole a chi s’immagina che essere “un niqab” significhi essere una persona trasparente a cui non importa niente della bellezza, della cura del corpo e, addirittura, perfino della pulizia. Che è una cosa pazzesca per chi crede che sotto un niqab ci sia una donna che subisce la vita e non decide niente e che non è capace nemmeno di pensarlo, un discorso sensato, tanto è culturalmente analfabeta ed ebete. Che è una cosa incredibile, per chi è convinto che il niqab sia uno strumento per annullare la volontà e la personalità delle donne, uno scafandro in cui chiudersi e marcire, la tomba dei sensi e della libera scelta. E invece no. Per me lo scafandro in cui chiudersi e marcire erano il due pezzi, il toppino, la canotta, l’abitino, i simboli della mia rinuncia alla vita e alla libertà, l’incapacità di poter decidere, l’impossibilità di scegliere. [...]
E sulla scia delle cose da considerare prima di emettere giudizi affrettati, segnalo anche questo sito, di Aisha, che ripropone i sermoni nelle moschee in italiano. Di questi tempi mi sembra uno strumento validissimo, imprescindibile, direi. Mi scuso per non essere riuscita a segnalarlo prima.