Amal nasce per condividere la mia esperienza di incontro con un'altra cultura: la racconto dal mio personale e -per forza di cose- parziale punto di vista, senza alcuna pretesa, se non quella di narrare le impressioni del mio contatto con l'Altro. Aprendomi al nuovo ho lasciato ibridare le mie convinzioni, ricevendo in cambio nuovi occhi e una nuova luce per guardarmi intorno senza il pericoloso paraocchi dell'etnocentrismo.

17 luglio 2006

Put the news first

Non si parla d'altro in questi giorni: il Medio Oriente è sulla bocca di tutti, ma come sempre non mancano visioni aberranti alimentate da punti di vista che, lungi dall'essere obiettivi, veicolano informazioni parziali e pericolosamente etnocentriche. Propongo un articolo che ho apprezzato per il richiamo all'informazione autentica, lontana dal sensazionalismo, caratteristica predominante dell'informazione di oggi che predilige sempre più la spettacolarità tra i criteri di notiziabilità. Ecco il testo.
Inserisco per ora soltanto un link esplicativo sul clash of civilizations, ripromettendomi di tornarci su con più calma visto che la partnza per l'Egitto (finalmente!) incombe.
Vi lascio sperando di trovare il tempo domani per un saluto velocisssssssimo a tutti quelli-pochi ma buoni-che si fermano a leggere Amal.
Torno alle mie valigie, sahra saida!

03 luglio 2006

Il passato in mano al futuro

Apro la porta – entra aria che visita i dipinti appesi,
accarezza i muri. D'improvviso, sbadiglia,
va a spalle basse il nostro amore non era lì.
I suoi fantasmi hanno portato via tutto ciò che ho dipinto
sul letto e sui cuscini,
sulla maniglia della porta sulla sua serratura e sono scomparsi.
Sto immaginando? ma tutto ciò è confermato da una nube -
una nube ora di passaggio – scomparsa. Non c’è aria
né chi dica a quei dipinti
come narrare le nostre leggende,
come scrivere la storia di queste nubi.
Oggi lascio parlare questa poesia di Adonis tratta da Cento Poesie D'Amore, per ora devo accontentarmi di postare una traduzione, peraltro non mia, visto che il poeta è siriano ma prometto di pubblicare presto il testo in arabo e di azzardare una traduzione mia.
Credo che questa poesia condensi il mio stato d'animo di qualche tempo fa, quando ho trovato le lettere che si scambiavano i miei nonni, le più toccanti quelle di lui in guerra e lei a casa. Sbiadite e ingiallite, numerate perché non arrivavano in ordine, c'è anche la favola scritta per la figlia che non ha visto nascere: una testimonianza muta e discreta che dice solo quello che è fermato sul foglio, senza potersi abbandonare alla rievocazione di quel passato di cui io, ora, sono il futuro. Un saluto a tutti e un grazie speciale al prof Pellegrini per la fiducia che è riuscito a infondermi.
A presto!

26 giugno 2006

Post della serie"NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA". ANZI, NON GUARDARE.

Salve!
non mi piace affollare i commenti, perciò invito il "carissimo" alfaomega a portare le sue subdole strategie di marketing personale altrove dal momento che qui, non sono gradite. Ho dato un'occhiata doverosa al suo blog, perché io non sputo sentenze a priori: non è completamente da buttare e se abbattesse quell'insulsa maschera di odio potremmo avere anche qualcosa in comune, come l' "odio" per i comunisti e il sì al referendum. Detto questo metto non una pietra, ma un macigno sopra all'affaire alfaomega perché gli attaccabrighe non sono appropriati né ben accetti nel blog della speranza: questo è il luogo dello scambio civile e costruttivo di opinioni sensate, supportate da valide argomentazioni e non da macchie nere di odio immotivato, sputate senza criterio a inquinare lo stile e lo spirito di questo blog. Così, come ha fatto Manuela (che saluto affettuosamente), yalla, mafish mushkela e Amal va avanti, senza problemi.
A presto

28 aprile 2006

Umma e panarabismo

Prendo spunto dai commenti di Alessandro ai precedenti post per citare uno degli aspetti che connotano più significativamente la cultura islamica: il concetto coranico di umma, che indica la comunità islamica, una vera e propria "sopranazione" che comprende tutti i musulmani al di là di qualunque distinzione. Si tratta di un concetto che ha impegnato non poco politologi e sociologi arabi nello sforzo di legittimare a livello teorico l'istituzione dello stato in quanto entità che si frappone all'indivisibilità della comunità dei fedeli islamici. Quest'idea è stata alla base anche dell'orientamento politico del presidente egiziano Gamal Abdel Nasser che negli anni 50 si fece portavoce del panarabismo, un progetto sostanzialmente politico che mirava all'unificazione della regione araba. Falliti i piani nasseriani, oggi è ancora lecito parlare di panarabismo: un panarabismo però proveniente dal basso che fa leva sul piano culturale della regione araba, definito satellitare perché veicolato dai contenuti delle tv arabe attraverso la trasmissione degli eventi regionali, "raccontati" con la comune lingua araba classica. Un effetto imprevisto, questo, collaterale, inaspettato che coinvolge come già ricordato i popoli arabi dal basso attraverso la tv, mezzo popolare per eccellenza. Da questa nuova consapevolezza identitaria e comunitaria portata alla luce dalle tv arabe scaturirà una chiusura interaraba rispetto al resto del mondo o, al contrario, un fertile terreno di apertura e dialogo? La questione è aperta.
Nota:
le informazioni contenute in questo post sono tratte dal libro "Al Jazeera, Media E Società Arabe Nel Nuovo Millennio, Donatella Della Ratta, B.Mondadori, 2005" che sto leggendo per la tesi

23 aprile 2006

Che vita indaffarata!

Torno a farmi sentire dopo un silenzio abbastanza lungo in cui, tra le tante cose, sono diventata ufficialmente una tesista(!), ho arrestato la lievitazione naturale(!), ho ricevuto come regalo di compleanno la prospettiva di un soggiorno egiziano dal 19 luglio al 4 agosto inclusivo di una settimana a Sharm(!)...tempesterò il blog di foto, di racconti di emozioni, di fatti e di tutto quello che mi sembrerà degno di nota!
A te, caro lettore ceccanese...benvenuto, com'è piccolo il mondo anche quello in rete, eh?! Grazie e auguri anche a te...già...anch'io ho passato 5 anni della mia vita in quella scuola, ero alla B. Credo che la derivazione religiosa degli stati arabi vada letta in chiave emica, cioè adottando una prospettiva interna alla cultura: in questo modo possiamo considerare la derivazione coranica non al pari di quella biblica, ma di quella romana, per porre l'accento sulla componente culturale intrinseca più che su quella religiosa.
Cambiando totalmente discorso, spero che qualcuno abbia visto il film Elizabethtown perché mi ha colpito molto e vorrei confrontare le mie impressioni con le vostre..ho sempre creduto che alla fine di un film o di un libro siamo diversi, arricchiti di nuove emozioni, come se qualcosa del film tocca un punto profondo di noi stessi che fino a poco prima non sapevamo di avere. Confrontandomi con voi scoprirò se sono le stesse, vi aspetto!
Te sbah ala kheer, buona notte.

23 marzo 2006

Pensieri in viaggio

Salve,

eccomi di ritorno dall'Olanda dove ho trascorso un po' di tempo. Forse non sarò la prima a dirlo, ma viaggiare è prima di tutto viaggiare dentro sé stessi, accordare la propria interiorità al suono di un'altra lingua, alle facce di un'altra gente. Viaggiare è far aleggiare i propri pensieri di là da un finestrino su mari, monti, deserti o chissà cos'altro...
Su quei monotoni prati olandesi intrisi di acqua che poi gela di notte ho cercato di immaginarmi la scena: Simona, 24 anni, la laurea ancora fresca come la ferita per la scomparsa della madre ha detto basta e è volata dalla finestra. All' aeroporto riuscivo a pensare solo a quel volo disperato dal quarto piano, di notte a Milano e quel bambino in fila vicino a me per l'imbarco diceva "papà facciamo che questa era una nave e quelli (gli aerei al di là delle vetrate) erano i pesci". Allora forse non era altro che voglia di scappare l' erasmus in Polonia e poi in Giappone... eppure sembrava felice in mezzo agli amici...
Come può la vita diventare un peso soffocante, tanto doloroso da volersene liberare? Come ci si allena a staccarsi dalla vita? Non si trova un appiglio nemmeno nelle cose a noi care, neanche le più banali? O forse anche queste diventano disgustose e soffocanti? E poi è un atto di coraggio o di viltà, fa troppa paura la vita che dovrà venire o anche questa dà la nausea?
"Papà attento che ti mangiano!" Ecco, forse abbiamo perso la capacità di trovare un'alternativa costruttiva alla noia.

09 marzo 2006

Semplicemente, donne






Salve a tutti!
con mostruoso ritardo rivolgo i miei auguri a tutte le donne...
Da rimarcare, ancora allibita, gli auguri di due rappresentanti dell'altro sesso, ieri: quelli improbabili del tizio per strada che elargiva auguri e sorrisi a qualunque essere avesse il seppur vago aspetto di una donna (maldestro tentativo di approccio a tutti i costi?) e quelli delicati, gentili del ragazzo sull'ascensore: silenzio e poi prima di scendere... ah dimenticavo...auguri! Apperò 'sti uomini d'oggi...!
Non che sia una scusa per andare in giro sguinzagliate, la festa della donna, però festeggiarla tra amiche è una scusa come un'altra per passare una serata in compagnia. Quella a destra è la foto della dignitosissima cena di ieri... è un po' scura ma è un simpatico ricordo!
La mimosa a sinistra invece è idealmente dedicata a tutte le donne, in particolare a quelle che lottano per un ideale- più o meno eroico -o che si trovano in un momento difficile da affrontare: le donne oppresse, indigenti, vittime di abusi, esuli rincorse dalla guerra e tutte quelle donne che morirono incatenate alle loro macchine tessili in America nel 1908 scioperando per migliorare la loro condizione di lavoratrici.
Tralascio la questione quote rosa perché ritengo che la parità effettiva tra i sessi sia ancora una lontana conquista e penso alle donne che in qualche modo mi sono più vicine: le mie carissime amiche di cui sopra abbiamo la rappresentanza perugina, tutte le donne egiziane che ho conosciuto e anche quelle che conoscerò, la mia adorata mamma, donna instancabile che riabbraccerò domani sera e la mia amatissima nonna, che non posso più abbracciare da 2 anni. Poiché oggi sarebbe stata anche la ricorrenza del suo onomastico mi piace dedicarle la ninna nanna che mi cantava sempre, spero che le arrivi:
La gaia luccioletta presa dal calabrone
fu messa per lanterna sopra la bicicletta
ma il rospo pizzardone che stava di vedetta
fece alla bicicletta una contravvenzione:
in forza delle cognite disposizioni interne
è vietato di prendere lucciole per lanterne
E poi come non menzionare la vera e propria perla di saggezza scaturita dalla mente geniale di una delle ragazze della foto?
La donna single è paragonabile ad un bicchiere più o meno pieno d'acqua. La condizione di fidanzata è invece rappresentata dall'introduzione di un sasso in questo bicchiere. L'abilità della donna sta nel gestire la quantità d'acqua, affinché non trabocchi. Parole sante.
Sahra saida

02 marzo 2006

Paroline doverose

Salve a tutti,
spendo qualche parola sulla vicenda delle vignette blasfeme. A chi dice che i musulmani non capiscono l'umorismo che starebbe dietro a tutto questo rispondo che è vero, ma non perché non amino ridere o non sappiano scherzare: semplicemente perché non è dato ironizzare sul Profeta. Per capire questo bisogna impiegare tutta la nostra apertura alla diversità e alla comprensione culturale: d'accordo, Mohamed è il punto di riferimento dal quale loro iniziano a contare gli anni proprio come facciamo noi con Gesù, d'accordo anche sul fatto che intrinsecamente, assunto più o meno discutibile considerando i tempi odierni, la cultura italiana è strettamente legata al Cristianesimo proprio come quella araba è legata all'Islam; dovremmo ora cercare di capire però, che il Corano è molto più pervasivo della Bibbia. Con ciò intendo dire che il Corano include anche norme basilari di convivenza civile e ciò ne fa uno strumento di rilievo e largo impiego nella vita di ogni giorno: il musulmano praticante, la quasi totalità di quelli presenti sul globo prega 5 volte al giorno con il Corano in mano. Non dovrebbe stupire, alla luce di questo, vedere uno dei componenti del team egiziano alla finale della Coppa D'Africa stringere il Corano tra le mani durante i rigori...
Per un musulmano pregare è un'azione fondamentale e improrogabile: la preghiera ha precisi orari e qualsiasi attività va in pausa al Taukit el Salah (il momento della preghiera), perfino gli autogrill sono muniti di una sala apposita. Come la fame, insomma. Ho avuto la fortuna di assistervi nel mio viaggio in Egitto: il fratello del mio fidanzato è venuto a prenderci all'aeroporto del Cairo e durante il viaggio verso Alessandria è sopraggiunto il momento della preghiera. Lui ha prima chiesto il permesso e poi ha iniziato un canto struggente, senza leggere, nel buio della sera, in macchina. Un impatto bellissimo con l'Egitto, un sottofondo indimenticabile al panorama affascinante della sera che cala sul deserto adiacente l'autostrada e sicuramente il più appriopriato per attraversare El Alamein.
Tutto questo implica un' imponente presenza di Dio nella vita quotidiana: i musulmani non dimenticano mai di ringraziarlo sia nel bene che nel male e perfino il più banale ci vediamo domani è spontaneamente seguito da in sha Allah, se Dio vuole.
Faccio notare per inciso che la battuta della Cabello a San Remo sul papa è sembrata ai più decisamente fuori luogo. Proprietà transitiva!
Siamo in un paese democratico, d'accordo, ma il problema sta nel fatto che tanti pensano di poter usare la democrazia per imporsi sulle idee e sulle usanze altrui: ci vuole sempre buon gusto e sensibilità. Questa è vera democrazia.
Questo evento dovrebbe far comprendere che la satira come è qui comunemente intesa non è l'unico modo di fare umorismo e nemmeno quello universalmente valido. Io personalmente non ci trovo niente di comico nella satira che offende, nemmeno in quella politica a dir la verità...però ho riso fino alle lacrime vedendo quella di Salemme, totalmente slegata da implicazioni politiche. Questa sì che è satira!

01 marzo 2006

Restyling

Sabah el kheer (buon giorno)!
Amal torna operativo dopo una lunga assenza dovuta a prevedibilissimi motivi di studio...con alle spalle la sessione invernale si è decisamente più tranquilli!
Cedendo alla tentazione-banalissima-di iniziare l'anno con i soliti pinocchiosi buoni propositi ne rendo noti alcuni, decisa però, a portarli avanti fino in fondo:
  • iniziare quella che prima era la tesi, ma ora è stata declassata a mero "elaborato finale" servendomi di questo blog come supporto integrativo in cui confluiranno why not? anche tutti i commenti di chi vorrà buttare un occhio sui miei lavori in corso

  • mettere fine alla troppo prolungata astensione dall'adorato jogging sperando di arrestare il processo inesorabile di lievitazione corporea con la consapevolezza che questo è Amal, non il blog di Bridget Jones!

  • ultimo, non meno importante, far assumere a questo blog una piega più concretamente culturale attraverso l'analisi di testi letterari in prosa e poesia o qualsiasi altro formato che rappresenti una concreta testimonianza della profonda ricchezza della cultura arabo-islamica (soprattutto egiziana), con l'intento-democraticissimo- di fornire così, soltanto una delle molteplici chiavi di lettura di essa. Questo è un progetto che Amal ha particolarmente a cuore...

Inoltre i commenti verranno per così dire liberalizzati per evitare spiacevoli incidenti come quello che per cause ancora ignote (a parte la mia-per usare un eufemismo-ancor poca dimestichezza con il qui presente ambaradan) mi ha impedito di pubblicare il gradito commento del prof Pellegrini che verrà spalmato comunque qui di seguito. Sarà anche un buon modo per imparare a tirar fuori le...unghie: a commenti al veleno Amal è pronta a replicare con paroline a base di yoghurt scaduto:)

Ecco il commento:

bella ricetta, dolce e gradevole.Un pò di speranza aiuta sempre.Sicuramente, per tutti.

La ringrazio prof, sperando che Amal sia sempre meno referenziale.

ma' assalama, a presto

31 dicembre 2005


Scrivere sul blog mi ricorda l'unica cosa che rimpiango dei cosiddetti tempi del liceo: scrivere sui diari!! E allora ecco una cosa carina che è stata lasciata sul mio diario pochi giorni prima della fine del 1999:
Ricetta di Capodanno
Prendere dodici mesi completi. Pulirli accuratamente da ogni amarezza, odio e invidia. Tagliare ogni mese in 28, 30 o 31 pezzi. Prepararli un giorno alla volta con un pizzico di fede, un pizzico di pazienza, un pizzico di coraggio e uno di lavoro. Aggiungere a ciascuno un po' di speranza, fedeltà e gentilezza. Mescolare bene con una parte di preghiera, una di meditazione e una di applicazione. Condire con una presa di buon umore, ironia, azione e un'abbondante dose di umorismo. Mettere in un recipiente d'amore e cuocere al calore della felicità. Guarnire con un sorriso e servire preferibilmente in compagnia.
Al misero pugno di lettori e/o visitatori di questo blog i più cari auguri di buon anno!