Amal nasce per condividere la mia esperienza di incontro con un'altra cultura: la racconto dal mio personale e -per forza di cose- parziale punto di vista, senza alcuna pretesa, se non quella di narrare le impressioni del mio contatto con l'Altro. Aprendomi al nuovo ho lasciato ibridare le mie convinzioni, ricevendo in cambio nuovi occhi e una nuova luce per guardarmi intorno senza il pericoloso paraocchi dell'etnocentrismo.

10 settembre 2006

Bisogni indotti

Scrivo da casa, oggi. Sono tornata a Ceccano ieri, in treno, come sempre. La solita fila alla biglietteria automatica della stazione di Peugia, l’abbraccio al mio lui mentre cercavo di convincermi che una settimana lontani passa in fretta, per gli altri, forse, per noi No. Poi lo stillicidio delle fermate: Perugina Ponte S.Giovanni, Bastia, Assisi……poi la noia prende il sopravvento e perdo la cognizione del tempo e pure del luogo. Mi riprendo che siamo a Terni. Menomale, manca un’ora. Narni, Nera Montoro, poi finalmente Orte, 40 minuti di campi sterminati per ritrovare i miei pensieri di chissà quanti altri viaggi identici a questo e poi Tiburtina, giusto il tempo di ringraziare Dio di non abitare a Roma che si riparte. Proprio quando l’insofferenza raggiunge il picco massimo, Termini si materializza tra i palazzi pieni di antenne, ma privi di tende (a proposito, mettetecele che certe volte lo spettacolo è ributtante). Mentre cerco il binario tento di scrollarmi di dosso il torpore di quelle tre ore di treno e il disgusto per quella bambinatutta agghindata, seduta davanti a me con la puzza sotto il naso- neanche diec’anni e già stanca della vita- che mi ha fissato per un’ora mangiando pizza rossa a bocca aperta e lamentandosi di quanto fosse scomodo il treno, mentre sua madre faceva l’elenco delle rose e delle spine del vivere a Londra alla sua compagna di viaggio. Dov’erano i bambini egiziani con i loro occhi neri vivaci che venivano ad accarezzarmi i capelli, che facevano a gara a sedersi vicino a me, che mi riempivano di baci dicendo che ero bella, che mi raccontavano le barzellette e insistevano per farmi giocare con loro a INDOVINA CHI?
Il treno delle 13:47è in ritardo, faccio in tempo a saltarci su, la partenza era prevista per le 14:07. Arrivo a casa stralunata, dopo un viaggio segnato da innumerevoli quanto interminabili soste. “È per la notte bianca” sentenziano da più parti per giustificare il disservizio. Eh già, la notte bianca….la fanno perfino a Frosinone e a Castiglion del Lago! Non bastavano il Veglione, il falò, il picnic e la spiaggia-carnaio a Ferragosto, ora c’è anche la notte bianca, in barba ai disgraziati che tornano dalle vacanze e, costretti in città per i motivi più disparati farebbero carte false per un concerto. Ma no, ma come?! Usciamo tutti insieme, tutti la stessa notte, e facciamoci rimpinzare di concerti proprio come andiamo tutti a farci la lampada o sfiliamo con le bandiere arcobaleno alla marcia per la pace!!! Tutti bisogni indotti, tutte cose fatte in nome dell’apparenza. Disgustata e fiera di non sentirmi parte di tutto questo, freno la voglia di rifugiarmi in Egitto, sperando che presto ci inducano il bisogno di concretezza: allora sì che insieme a quelle insulse bandiere ci disfaremmo anche di tutti i pregiudizi che muovono le guerre.

7 commenti:

alfaomega60 ha detto...

"Usciamo tutti insieme, tutti la stessa notte, e facciamoci rimpinzare di concerti proprio come andiamo tutti a farci la lampada o sfiliamo con le bandiere arcobaleno alla marcia per la pace!!! Tutti bisogni indotti, tutte cose fatte in nome dell’apparenza."
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:-)

Silvia ha detto...

Ogni tanto ci vuole...non ti ci abituare però, eh!!

alfaomega60 ha detto...

Giusto!
Sappi, comunque, che ti leggo!
ciao
:-)

Silvia ha detto...

Lo so che mi leggi....se no come faresti a trovare l'ispirazione per certi paragoni??????
....e se non ti leggessi io me li perderei!
;)

Silvia ha detto...

..-ooops!mi scuso per PERUGINA Ponte San Giovanni...ho scritto da word e me l'ha corretto automaticamente!

Alessandro ha detto...

capisco il spirito. non capisco il prendertela con quella bambina e umiliarla in confronto ai bambini egiziani "molto più simpatici e carini".

1 - la responsabilità dei bambini viziati è dei genitori
2 - generalizzare è bruttissimo

Silvia ha detto...

Non l'ho umiliata, Alessandro...l'ho solo descritta e non ho generalizzato...ho incontrato tantissimi bambini italiani molto più simpatici e piacevoli di quella bamboletta scorbutica, è solo che in quel momento mi mancavano i bambini egiziani che ho conosciuto...