Amal nasce per condividere la mia esperienza di incontro con un'altra cultura: la racconto dal mio personale e -per forza di cose- parziale punto di vista, senza alcuna pretesa, se non quella di narrare le impressioni del mio contatto con l'Altro. Aprendomi al nuovo ho lasciato ibridare le mie convinzioni, ricevendo in cambio nuovi occhi e una nuova luce per guardarmi intorno senza il pericoloso paraocchi dell'etnocentrismo.

13 febbraio 2007

Luoghi, non-luoghi, ma senza tv

Sulla rivista IN ALTRI TERMINI, n.19, gennaio 2007 apprendo di un progetto noto come videocomunicazione, un strumento pubblicitario che vede protagoniste le 13 maggiori stazioni ferroviarie italiane e che a Roma Termini è pienamente realizzato. Leggo:
L’idea (…) si è rivelata vincente in quanto colpisce l’attenzione dei numerosi frequentatori di questi scali ferroviari e al tempo stesso riconsegna alle stazioni movimento, colori e luce.
Insomma uno scende dal treno e mentre si fa spazio tra la folla che disordinatamente fluisce, incappa nella pubblicità a ciclo continuo -ideata dalle menti (geniali? Perverse?) di Grandi Stazioni -che blatera dagli schermi lcd disseminati in ogni angolo.Insomma, la TV, alla stazione. E c'è già da un po', non sarò la sola ad essermene accorta, almeno a Termini.
Nell'articolo si precisa che:
in questa prima fase il progetto non prevede contenuti ma messaggi promo-pubblicitari di aziende e marchi di livello come Dior, Armani, Calvin Klein, D&G, Coca Cola e Ferrero.
Ma c'è già chi pensa oltre: l'articolo, infatti, prosegue con le proposte dei soliti noti "burattinai " della comunicazione quelli che, in parole povere, decidono cosa propinarci in TV, (come Gori di Magnolia) e che ora fanno a gara a riempire i neonati palinsesti del nuovo mezzo per rivolgersi ad un target definito giovane e colto, che frequenta la stazione soprattutto per motivi di lavoro: molti di loro pensano che le sitcom siano appropriate per il nuovo mezzo, altri scomodano la sinergia con la natura vedendoci bene cascate, farfalle, paesaggi&Co, altri ancora attingerebbero alle scene spettacolari degli sport estremi. Nessuno si sente di escludere notiziari ed eventi in diretta.
Alla luce di tutto ciò, mi chiedo: ma è davvero utile trovare la TV alla stazione? Volete restituirmi l'illusione di trovarmi nel salotto di casa? Ma ci avete pensato, signori burattinai, al problema dell'inquinamento e del risparmio energetico? Ma avete visto in che condizioni si trova uno, quando viaggia in treno? Non sarebbe stato meglio potenziare le linee, rinnovare i treni, insomma fare qualcosa di utile alla collettività? "Treno ristrutturato in collaborazione con Endemol Italia", lo avrei letto molto più volentieri.
A pensarci bene i signori burattinai non hanno tutti i torti: per quelli che chiamano i non-luoghi della modernità, come le stazioni e gli aeroporti, transitano molte migliaia di persone al giorno e trovo giusto e comprensibile offrire ai passanti/passeggeri occasioni di svago per ingannare l'attesa. Mi sembra ovvio pure che si ricorra a soluzioni d'impatto visivo, di immediatezza. Magari ci sarà pure qualcuno nell'intervallo tra un treno e l'altro che gradisce ingannare l'attesa in un modo diverso dalla solita vetrina, chi lo sa... Mi sembra pure ovvio che qualcuno dovrà pure guadagnarci su tale offerta, è così che va la vita. Ma che a guadagnarci siano i soliti noti e che si tiri in ballo ancora e di nuovo la TV, no.
Credo che non si farebbe fatica a contattare un paio di giovani aspiranti fotografi e permettere loro di esporre, anche gratuitamente, le proprie foto: una galleria organizzata ogni volta su un tema diverso, che si faccia guardare per puro intrattenimento, che non mi obblighi a spolverare le mie conoscenze di storia dell'arte, senza biglietto o a un costo irrisorio di pochi centesimi, non so voi, ma io la frequenterei volentieri. Se non altro si darebbe, non dico lavoro, ma almeno la possibilità ai giovani-che-si-affacciano-sul-mercato-del-lavoro di mettere qualcosa di interessante sul curriculum, visto che tutti sono bravi a pretendere l'esperienza, ma nessuno è disposto a fartela acquisire. Lo stesso discorso, penso, si potrebbe fare con ballerini, artisti vari, artigiani, poeti, pittori...
Che si tiri in ballo ancora e di nuovo la TV, dicevo, non sono d'accordo. Perché non mi diverto a vedere che uno va in un negozio di elettrodomestici e davanti alle tv in esposizione la gente fa capannello a vedere le partite. Non mi diverto neanche ad accorgermi che uno va a mangiare fuori e si ritrova a guardare il Milionario, programma che si presta magnificamente a farsi guardare anche se l'audio è disturbato dai rumori della sala. Non c'è mai da preoccuparsi, uno esce e la tv la trova ovunque, sono così gentili, a volte, da fartela trovare su tutti i lati di una sala.
Eppure i non-luoghi spesso danno tante informazioni sulla gente e sullo spirito del posto ché è un peccato gravissimo tenersi le cuffiette o trattenersi davanti agli schermi...
E' bello girare, guardarsi intorno, chiacchierare. Persino recarsi alle toilettes...
In quelle surreali dei luoghi pubblici dell'Egitto, (non so come vada in quelle riservate agli uomini) c'è spesso una donna che ti apre la porta, che se vede che sei straniera ti fa una specie di inchino per farti entrare, che ti dà i fazzolettini mentre ti lavi le mani e che, per la logica del luogo, merita una mancia. Capita pure che una è appena arrivata al Cairo, che viaggia da ore e ore e che, sapendo che il viaggio prosegue in macchina, decida di servirsi della toilette con il proprio arabo sbilenco. Capita pure che una, dopo un'ardua ricerca del modo in cui tirare lo sciacquone, tragga la conclusione che non sia possibile farlo e, gettata la spugna, esca a lavarsi le mani. Ed ecco che entra in azione la vecchina sbilenca come il tuo arabo che infila le mani nella cassetta, tira lo sciacquone e viene pure a porgerti il fazzolettino per le mani. E poi chiede qualche spicciolo aiutandosi con il gesto universalissimo dei soldi, per assicurarsi di essere capita. E una, con l'arabo che ancora gattona, come glielo spiega alla servizievole vecchina che ancora non ha cambiato i soldi e tutto il resto, vedendo per giunta che la signora in questione ci rinuncia e con un altro gesto di comprensione universale ti invita ad uscire? C'è qualcosa che prende il sopravvento in quei momenti lì, qualcosa che fa apparire uno come realmente è e non importa che l'arabo non sta in piedi, "Aspetta, torno subito" se uno lo sa dire, lo dice in quei momenti.
E una riparte riponendosi nel cuore i tanti complimenti della vecchietta e il suono di quelle monetine che le saltano nel palmo della mano e che se in euro corrispondono a nulla, a qualcun altro servono per mangiare.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

considerazioni interessanti le tue. Sarebbe interessante anche sentire in proposito l'opinione di Marc Augé, che sui non-luoghi ha teorizzato a lungo (anzi, credo sia il creatore stesso dell'espressione).

Silvia ha detto...

Sì, è proprio lui. Se ne parla tutto sommato in modo esauriente nel link che ho inserito nel post

hermansji .:. ha detto...

A parte che non condivido tutto il discorso sui "non-luoghi".... e tutte le varianti al tema seguenti... perche' mi sembra tutta una ovvieta'... parto da qui "credo che non si farebbe fatica a contattare un paio di giovani aspiranti fotografi e permettere loro di esporre, anche gratuitamente, le proprie foto"... sai quante volte me lo sono chiesto ? in occasioni anche molto diverse da quelle da te descritte... c'e' una risposta alla domanda ? alle volte cose semplici funzionano meglio di grandi dispendi... altrevolte no... ma provarci non guasterebbe... ed anche io entrei volentieri in un.... ehm... vabbe' sono costretto... lo dico... "non-luogo"... diverso ogni tot settimane...
.:.

Silvia ha detto...

E'evidente l'intento provocatorio della definizione del non-luogo: tutti i luoghi in quanto "posti fisici" sono luoghi...
però a ben guardare, è una grossa verità: nella maggior parte delle azioni più scontate e quotidiane ci ritroviamo ad essere di passaggio, ci serviamo di uno spazio, ma poi andiamo via. In luoghi affollatissimi le nostre interazioni si sono spersonalizzate, siamo tutti signori "Chiunque", incrociamo mille volti e mille sguardi allo stesso modo in cui leggiamo più o meno distrattamente cartelli e annunci pubblicitari. E' dura ammetterlo ma siamo immersi nei non-luoghi

hermansji .:. ha detto...

mi rifiuto... il mio spirito romantico non accetta il "non" come definizione di un essere... preferisco dire che siamo immersi nella "modernita'"... almeno mi resta una briciola di nostalgia ed una speranza per quello che verra' (anche se a guardare i casi che passano per il tribunale dei minori... il futuro comincio a vederlo a pallini... piccoli... piccoli...)
E' vero "in luoghi affollatissimi le nostre interazioni si sono spersonalizzate" ... ma proprio in quei luoghi si fa più presente la voglia di ricompattare il tutto... infatti nei luoghi super affollati si tende a concentrarsi in un punto... che sia il cinema oppure il vagone appena giunto... c'è quindi speranza ... che proprio tra i mille volti e sguardi uno ci catturi come accade di un annuncio sgualcito semi nascosto dai deprimenti "meglio cambiare no?"...

alfaomega60 ha detto...

Simpatico il post!
Gradevole! almeno la prima parte!
La seconda parte, un po' meno!
Abascisc! Abascisc! (scrivo come ripeto) ricordo che era un suono dell'Egitto, così come le grida della gente, il rumore dei motori o il vociare delle guide.
Abascisc! Abascisc! lo sentivi ovunque e per qualsiasi motivo, opera o prestazione.
Abascisc! Abascisc! lo sussurravano "le vecchine" o i bambini o i grandi senza ritegno, senza contegno, senza controllo, senza pudore alcuno.
Forse la fame non ha contegno o decenza, forse!, e per calmarla bisogna frignare petulantemente “Abascisc! Abascisc!”
Ricordi d'Egitto!
Bel post!
AO60
:-(

Silvia ha detto...

Già...ce l'ho anch'io nelle orecchie...pensa che io l'avrei scritto in tutt'altro modo, la sostanza comunque non cambia...
E' un modo come un altro per rivolgersi alla gente...
Hanno fame, sì...forse però t'è sfuggita la loro composta tenacia nell'affrontare le difficoltà di ogni giorno, perché l'Egitto di cui parli è quello della gente "vera", non di Sharm El Sheikh, vero?

alfaomega60 ha detto...

Già gente vera! Misera nell'aspetto e miserabile nella propria umanità!
Gente che vive il presente come se fosse una condanna di Allah e spera in Allah per il futuro!
Che popola incredibili città stato come Il Cairo dove l'illogicità è regola nei rapporti interpersonali, nel traffico, nell'architettura, nell'urbanistica!
Insomma un gran casino!
Che cerca di vendere degli oggetti ai turisti in visita a Luxor e che viene selvaggiamente picchiata dalla polizia con lunghe verghe!
Già! gente vera.
p.s. Mai stato a Sharm El Sheikh nè a Hurghada o, comunque nel Mar Rosso egoziano!
AO60
:-(

Silvia ha detto...

Miseri nell'aspetto, ma ricchi interiormente, felici, strafelici di dividere con te quel poco che hanno. Gente che ringrazia Dio per ogni singola briciola e che non lo dimentica neanche nei momenti più difficili. Gente che vive il proprio presente disagiato con dignità e spera in un futuro migliore (chi non lo spera?)sempre nelle mani di Dio.
Gente che abita al Cairo, la madre del mondo, che si mischia a decine di milioni di altre anime in una logica che non combacia con la tua, o con la "nostra"(le virgolette sono le molle con le quali prendo questa parola, è già nota la mia opinione riguardo queste visioni stereotipate-solo perché ETNOCENTRICHE ti dà allergia-del NOI e del LORO),ma non è detto che sia sbagliata. E'solo DIVERSA. E, secondo il mio modestissimo parere, ADORABILE.
Spero che cambieranno le loro condizioni, le loro possibilità di esprimersi, ma non la loro semplicità.

Anonimo ha detto...

OK! Ne prendo atto e ritengo opportuno non andare oltre con l'argomento dal momento che ne potrebbe seguire soltanto sterile polemica!

Etnocentrismo! ma guarda un po'! chi l'avrebbe mai detto!

AO60
:-)

Anonimo ha detto...

linkata ;-)

Silvia ha detto...

Complimenti, A060 per il tuo lato diplomatico!
Grazie, Khadija, è un onore!

hermansji .:. ha detto...

Uno scoop!!! Mi ero perso lo scoop!!! La mia ironica patch ha funzionato ecco la prova :

il prima :
AO60
:-(

l'attuale :
AO60
:-)

.:.

Anonimo ha detto...

Well written article.

Silvia ha detto...

I'm glad you liked it, Libby!