Punti di vista sulla verginità
Sono caduta nello sconforto leggendo questa notizia:
Credo che le scelte riguardanti la propria verginità siano in ogni caso intime e strettamente personali. Risparmio a voi silenziosi lettori (forse inesistenti?) di questo blog il mio parere al riguardo: dico soltanto che secondo me l'importante è ponderare le proprie decisioni quanto basta per non essere poi logorati dal senso di colpa, come del resto in ogni scelta della vita.
Questo criterio mi sembra il presupposto per una vita serena non solo in ambito sessuale. L'anello invece mi sembra una ridicola ostentazione di una caratteristica di cui disponiamo finché riteniamo opportuno: ognuno è libero di abbellirsi con gli anelli che vuole ma quest'iniziativa non è compatibile con la mia idea di vivere in ogni caso con consapevolezza.
Trovo inoltre fortemente diseducativo far passare l'astinenza prematrimoniale per prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili con conseguente condanna del profilattico: penso che la protezione rientri nella fattispecie dei comportamenti responsabili prima di tutto verso noi stessi.
Questo non significa che io non rispetti chi pratichi l'astinenza come scelta di vita: nei miei contatti con il mondo musulmano ho visto come sia naturale per gli sposi giungere al sì "provvisti" della propria verginità e dedicare, almeno in Egitto, i giorni immediatamente successivi al matrimonio alla scoperta dell'altro mentre i suoceri provvedono a non lasciarli sprovvisti di vivande che necessitano solo di essere riscaldate! Di contorno, c'è la cura con cui le donne vicine alla sposa si preoccupano di sistemare la casa con tutto ciò che i futuri sposi hanno acquistato, tutto rigorosamente nuovo: biancheria personale e della casa, perfino i loro vestiti. E poi c'è il rito affascinante e curioso della depilazione integrale della sposa. Tutto questo è in preparazione al matrimonio considerato come un grande passo che coinvolge tutti gli aspetti della vita: dietro tutto questo si legge ancora una volta tanta consapevolezza nell'approccio con il nuovo.



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