L'Islam delle donne (parte II): l'eleganza
(Simin Ghodstinat al lavoro)[...]Ms. Ghodstinat, 57, said her designs were the result of her own “process of growth.” After living in Europe and America between the ages of 13 and 34, she returned to Iran. “I was Westernized, but I was never comfortable — it did not feel right,” she said. “Most designers constantly say how they want to make women look sexy. I don’t want women to be viewed as objects.” [...] Ms. Ghodstinat’s clothing line is called Tradition, because, she said, she copies classical Middle Eastern and South Asian designs and updates them. Her Afghan-style skirts are ankle-length, unlike the traditional Afghan skirts that sweep the floor. And her Kurdish-style dresses have long sleeves that can be wrapped around the waist like a belt. Her popular coats, based on the coats men wore in Iran during the Qajar period 100 years ago, have bell-shaped sleeves, are pinned at the waist and come in short lengths to wear over a longer skirt, or in longer lengths. [...]
D'accordo, le sue creazioni sono care e non certo accessibili a tutte le donne musulmane (e non)del mondo, ma il suo lavoro è segno che qualcosa sta cambiando: rimaneggiando capi della tradizione asiatica e mediorientale, Simin non solo apporta un'idea nuova e altra di eleganza, ma propone una dignitosa opportunità alla donna musulmana di vivere la propria femminilità in sintonia con i precetti religiosi sull'abbigliamento.
Non che loro, le donne musulmane, ne avessero bisogno... l'idea della negazione e/o repressione della femminilità della donna musulmana è un' idea - pasionaria - di chi misura il grado di libertà delle donne in centimetri di tacchi, di gonne o di pancia scoperta perché loro, le donne musulmane, non hanno certo bisogno di consigli in materia d'abbigliamento: portano il velo ben abbinato al vestito, lo drappeggiano con gusto intorno al viso scegliendo con cura spille o fermaglietti per fissarlo e questo succede a tutti i livelli di reddito, nei limiti delle possibilità di ciascuna, s'intende.
In Egitto ho visto vetrine e suq straripanti di completi - velo e vestito - per tutte le tasche: ho ancora negli occhi quel vestito rosa pesca bordato di nero di una mia cognata, abbinato al velo (rosa pesca orlato di ricamini neri), fermato a sua volta attorno al viso con un fermaglietto nero...o quel meraviglioso vestito lucido, di un bel rosso cupo con velo abbinato,indossato da un' invitata a un matrimonio, al Cairo, nel nostro stesso albergo. Roba da voltarsi indietro a guardare...
Qualcosa si sta muovendo insomma, segno che la moda e tutto l'apparato che le gravita attorno inizia a percepire nuovi bisogni e a disfarsi di vecchi e infondati pregiudizi.



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