Amal nasce per condividere la mia esperienza di incontro con un'altra cultura: la racconto dal mio personale e -per forza di cose- parziale punto di vista, senza alcuna pretesa, se non quella di narrare le impressioni del mio contatto con l'Altro. Aprendomi al nuovo ho lasciato ibridare le mie convinzioni, ricevendo in cambio nuovi occhi e una nuova luce per guardarmi intorno senza il pericoloso paraocchi dell'etnocentrismo.

07 giugno 2008

Contesti

( i giardini Carducci, foto tratta da qui)


Dietro l'assenza di questo periodo c'è una mancanza di tempo che di quest'epoca ahimé mi è fisiologica e sicuramente anche un episodio non proprio piacevolissimo al quale più volte ho provato invano a dar forma, ma, considerando i post smozzicati e condannati a rimanere bozze a tempo indeterminato direi che no, non sono ancora pronta a raccontarlo.

Una congiuntura di fatti apparentemente slegati tra loro mi ha portato a pensare che è tempo di concentrarmi sul contesto e ripartire da ciò che cambia davanti ai miei occhi ad una velocità che mi ero imposta di non voler percepire.

Non ultimo, il giorno in cui mi è capitato di attraversare piuttosto frettolosamente Corso Vannucci per andare in facoltà notando un’insegna staccata senza riuscire a risalire al negozio in questione. Decisamente troppo, mi va a rotoli l’esistenza se decido di vivere distrattamente.

E' che negli ultimi 5 anni ho accettato che Perugia facesse da sfondo e da contenitore alla mia vita senza farle da contrappunto con quel minimo di attrito mentale che uno normalmente mette in atto in un rapporto sano e normale con una città. Mi rendo perfino conto di non aver speso una parola sul ridicolo coretto giornalistico che è stato servito come contorno alla vicenda della morte di Meredith Kercher. Eppure certe affermazioni le ho trovate davvero pesanti e per parecchio tempo mi è toccato rispondere alle domande incalzanti di amici e parenti (ma tu la conoscevi, l'avevi mai vista? Ma tu sei mai stata al locale di Lumumba? Ma davvero è così facile trovare la droga? ecc.) con no spazientiti che suonavano inevitabilmente come giustificazioni, come se Roma o le altre città universitarie fossero lontane dalle selve oscure in cui tanti smarriscono la retta via ben prima di arrivare nel mezzo del cammin di nostra vita….

Ma torniamo al contesto, al mio, ché ognuno è dotato, almeno potenzialmente, di intelletto e discernimento.
Certo, l'entusiasmo dei primi tempi non torna: mi ricordo angolini caratteristici, certi balconcini fioriti da cartolina, un'atmosfera piacevole e posti da guardare per la prima volta. Mi domando come abbia potuto quella magia annegare tanto silenziosamente nella quotidianità, nella fretta.

Eppure ci sono posticini deliziosi di cui riesco a sentire la mancanza senza impegnarmi troppo: i giardini Carducci, per esempio. Il panorama placido oltre la ringhiera bassa, i viottoli tra gli alberi complici, qualche panchina e una sera fina d'ottobre che ho deciso con la mia testa cosa farmene di quel paio d’occhi neri e la vita, grazie a Dio, ha preso una piega inaspettata, ma voluta e lungamente e strenuamente cercata e desiderata. Non voglio nemmeno pensare a cosa e come avrebbe potuto essere la mia vita se avessi fatto altrimenti…

E poi la gente: gli autisti gentili che non so quante volte mi hanno detto scendi alla prossima! Le cassiere che ormai mi salutano e le dispute esilaranti al banco dei latticini sul tipo di ricotta da usare nella torta….Mariaaaaa, la signorina- è ironico, sì, prima di sposarmi mi avrebbero dato della signora- ha da fa’ ‘n dolce! Pronunciato con quell’intonazione un po’ insolita e le d buffe, rotolanti, quasi fossero r. Decisamente più logiche certe a arrotate dell’arabo, sì, non capisco perché complicarsi la vita e la lingua in suoni inverosimili.

Tralascio di proposito i razzisti ottusi e le loro ossessioni retrograde, gli automobilisti impertinenti, le donne in carriera vestite come le adolescenti e le adolescenti vestite da donne in carriera.

Ma solo perché non li ritengo attributi esclusivi di Perugia.

9 commenti:

Blog su blogger di Tescaro ha detto...

buon inizio settimana, sto facendo un sondaggio sul mio blog su "Ici SI oppure NO" mi farebbe piacere avere la tua partecipazione. (Speriamo che i risultati raccolti facciano meditare i Sindaci e il governo...) GRAZIE INFINITE. Buona giornata da Tiziano :-))

Silvia ha detto...

Buon inizio di settimana a te, Tiziano.
Ho risposto al tuo sondaggio: sono favorevole perché credo che i comuni debbano imparare ad allocare le risorse in modo più oculato e ragionevole, senza sprechi. Il problema mi riguarda solo marginalmente però...dovrà passarne di acqua sotto i ponti prima che potrò permettermi una casa di proprietà!!:)

Anonimo ha detto...

'Una congiuntura di fatti apparentemente slegati tra loro mi ha portato a pensare che è tempo di concentrarmi sul contesto e ripartire da ciò che cambia davanti ai miei occhi ad una velocità che mi ero imposta di non voler percepire.'

Traquilla Silvia, ci siamo passati tutti prima o poi la giostra si invola e non si ferma più... però alhamdulillah la vita è bella!

Silvia ha detto...

tu dici che è normale? Quando sono in Egitto, però, mica mi metto a vivere distrattamente...
devo impegnarmi a non distrarmi troppo, qui!
Comunque sì, lo è, alhamdulillah!;)

Anonimo ha detto...

Mmmm... che intendi per distrattamente... che sei passiva?

Silvia ha detto...

Sì...diciamo anche apatica, nel senso che mi sono resa conto di non vivere attivamente la città, e in generale il contesto che mi circonda: come ho cercato di spiegare nel post, ho lasciato che in questi anni Perugia facesse da sfondo e contenitore alla mia vita e l'ho fatto passivamente, senza "attivarmi"...ho smesso di guardarmi intorno, di chiedermi dove porta quella certa stradina, di cercare un negozietto che vende una cosa che mi serve...la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata in un giorno come tanti, di pioggia e di fretta, che ho visto l'insegna staccata di un negozio senza riuscire a ricordarmi che negozio fosse. Quante volte ci sarò passata là davanti? Innumerevoli, eppure non sono stata in grado di riconoscerlo.
In Egitto mica mi prende così, sembro una bambina in un negozio di caramelle, indipendentemente dalla novità del posto: mi guardo intorno in modo partecipe, cerco punti di riferimento, guardo la gente, sento gli odori e cerco di memorizzarli insieme ai volti delle persone...

Anonimo ha detto...

Magari sei solo un pò stanca, sono cambiate parecchie cose quest'anno nella tua vita... o sbaglio? un vacanza in Egitto ti farà bene... farebbe bene anche a me, se ci potessi andare! Alhamdulillah... anche per quest'anno niente. Come al solito anche quest'anno ti tocca bere un succo di mango in più da parte mia. Magari inshallah un giorno lo beviamo insieme.
Un abbraccio.
ayah

Silvia ha detto...

Sì, sì, lo credo anch'io, anche questa volta mi farà molto bene: con un battito di ciglia mi sono ritrovata a giugno, ho perso un po' il contatto con la realtà per le mille cose che ho dovuto fare!
Tu però hai un buon motivo per non andare...:) immagino la contentezza dei parenti egiziani quando vedranno la creaturina nuova!:))))
per quest'anno vorrà dire che farò la "fatica" di berlo da sola, ma piacerebbe anche a me poterlo bere insieme, se Dio vuole, faremo anche questo!
Un abbraccio e una carezza al panciotto!

Blog su blogger di Tescaro ha detto...

Ciao Silvia, nell'augurarti felice week end, mi farebbe piacere avere un tuo parere suul'ultimo mio post. A presto Tiziano :-))