31 dicembre 2005
27 dicembre 2005
Indovina chi viene a pranzo?
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Silvia
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Etichette: cultura e culture, sul sentiero impervio dell'integrazione
20 dicembre 2005
Mahalabia
Un dolce tipico egiziano facile facile: Mahalabia
Ingredienti per 4 persone:
900ml di latte
2 cucchiaini di fecola di patate o farina di riso
100 g di zucchero
qualche goccia di un aroma a scelta (arancia, vaniglia, mandorla, cannella)
100 g di frutta fresca o secca (pistacchi, mandorle, uvetta)
Portare ad ebollizione a fuoco lento 600ml di latte. A parte sciogliere la farina di riso nel latte freddo. Aggiungere al latte caldo lo zucchero, l’aroma scelto, la farina sciolta nel latte e mescolare a fuoco lento. Quando il composto si addensa versarlo in quattro terrine e guarnire con la frutta fresca o secca a pezzetti.
Servire freddo.
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Etichette: l'Egitto in tutti i (miei) sensi
19 dicembre 2005
"Per molti giorni, per molte miglia,
con molte spese, per molti paesi,
sono andato a vedere i monti,
sono andato a vedere il mare.
Ma a due passi da casa,
quando ho aperto gli occhi,
non ho visto
una goccia di rugiada
sopra una spiga di grano"
R.Tagore, Il Palpito Della Primavera
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Etichette: articoli film e dintorni
15 dicembre 2005

Questa è La Biblioteca. E qui non dovrei aggiungere altro perché la Biblioteca di Alessandria non ha certo bisogno di presentazioni. Sorge in riva al mare, nei pressi della facoltà di Economia ed è sempre brulicante di studenti che si muovono disinvolti tra gli innumerevoli scaffali di libri da tutto il mondo. All'interno, due grandi musei raccontano la storia della città, anticamente definita la sposa del Mediterraneo. Nel primo si ripercorre la metamorfosi della città attraverso mappe e disegni dai tempi di Napoleone fino ad oggi, l'impronta degli italiani è evidente in molte costruzioni. L'altro invece ricostruisce la storia di Alessandria attraverso gli effetti personali dei famosi personaggi che hanno scelto di vivere in questa città: vi sono custoditi per esempio gli occhiali e la pipa di Costantino Kavafis, regalati dal poeta alla Biblioteca per sancire lo stretto legame tra la propria attività e questa terra straordinaria.
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Etichette: l'Egitto in tutti i (miei) sensi
12 dicembre 2005
Occhio x occhio = cecità
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Etichette: articoli film e dintorni
09 dicembre 2005
Punti di vista sulla verginità
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Etichette: articoli film e dintorni, del mondo e dei mondi: (s)punti (di vista) e considerazioni generali, donne, l'Egitto in tutti i (miei) sensi, la vita ritrovata, moda mode e modi
07 dicembre 2005
La rosa bianca
Una perla del delicatissimo poeta Attilio Bertolucci per non perdere di vista la nostra letteratura attuale:
La rosa bianca
Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata come tu sarai allora.
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Etichette: articoli film e dintorni
05 dicembre 2005
Ricordo dunque sono
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Etichette: l'Egitto in tutti i (miei) sensi, la vita ritrovata
01 dicembre 2005
Quando l'apparenza inganna
Io pensavo che si ergessero vicine, nel bel mezzo del deserto. Le ho visitate i primi giorni dello scorso gennaio, 24°C al Cairo. Un colpo d'occhio è stato sufficiente per capire il detto l'Egitto è la madre del mondo (Masr om el dounia): imponenti, quasi inspiegabili testimoni di una civiltà che ha precorso innumerevoli culture, le piramidi si stagliano su un panorama costituito in lontananza dal tentacolare agglomerato urbano del Cairo e dei suoi 18 milioni di abitanti che sembrano riversarsi contemporaneamente nelle strade a qualsiasi ora del giorno rendendo un incubo il traffico. L'impatto non è blasfemo, almeno per noi italiani abituati al Colosseo o per chi guarda il panorama sottostante il Partenone.
Entrare in una piramide non è esattamente facile: occorre rientrare nei 100 ingressi giornalieri consentiti e armarsi di sangue freddo, si entra in una tomba. Si scende accovacciati per una rampa di legno i cui gradini sono ricavati da sbarre di materiale duro, forse ferro, poste trasversalmente. La luce si affievolisce sempre più mentre l'aria che si respira, sempre più calda e irrespirabile sembra bruciare. Mi addentravo con difficoltà tra la fila di appassionati accovacciati come me, ma non in preda al mio panico, mentre nel senso opposto di marcia ero sfiorata dal flusso degli entusiasti visitatori in uscita. Consiglierei di apporre un bel cartello per sconsigliare l'ingresso ai claustrofobici compresi quelli "lievi" e quelli potenziali!
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Silvia
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